Riceviamo e diffondiamo il testo scritto dai familiari di un detenuto nel carcere di Alghero in sciopero della fame e della sete. Chiediamo a tutti e tutte di far girare il più possibile la notizia nei modi e canali che si ritiene opportuni. Non lasciamo solo chi lotta!
Da 6 giorni un detenuto del carcere di Alghero è in sciopero della fame e della sete.
Una protesta silenziosa. Un gesto estremo.
Ad agosto 2025 attendeva l’esito per il permesso premio.
Ha frequentato regolarmente la scuola, partecipato a corsi di formazione, nessuna sanzione disciplinare.
Gli è stato detto di aspettare ancora.
Tre mesi. Nulla.
Un altro mese. Nulla.
Oltre ogni termine previsto.
Senza risposte.
Non ce l’ha più fatta a sentirsi invisibile.
Da due giorni le sue condizioni sono peggiorate.
Senza acqua il corpo cede.
Chiediamo che venga tutelata immediatamente la sua salute
e che venga data una risposta chiara e formale sulla sua posizione.
Anche in carcere si resta esseri umani.
Il carcere non può diventare un luogo dove il tempo e le persone scompaiono.
