Sabato 6 giugno un gruppo di solidali si è recato sotto il carcere di Massama, a Oristano, per portare solidarietà ai detenuti e, in particolare, al nostro amico e compagno Paolo, trasferito da alcuni giorni dal carcere di Uta a quello di Massama, carcere che detiene per lo più prigionieri in alta sicurezza. Paolo ha svelato gli abusi e le torture praticate dalla polizia penitenziaria sui prigionieri nel lager di Uta, raccontando le violenze e i soprusi, sovvertendo le versioni ufficiali che vengono diffuse quando tutti stanno in silenzio, dove si costringono i prigionieri a bere acqua che sgorga dai rubinetti del carcere, piena di colibatteri fecali, perché non dispongono del denaro per comprare le bottiglie d’acqua dello spaccio. Noi siamo sempre dalla parte di chi lotta, per questo siamo a fianco di Paolo e, come abbiamo cercato e cercheremo ancora di non lasciare pace all’amministrazione del carcere di Uta, lo faremo anche con l’amministrazione del carcere di Massama, ricordando che la storia ci ha insegnato che le galere possono bruciare e trasformarsi in macerie. PAOLO LIBERO TUTTI LIBERI Anarchicx contro carcere e repressione
La maggior parte delle carceri sarde è occupata da un numero di prigionieri superiore alla capienza massima. Da notare che quasi tutte le carceri sono al limite della capienza o la superano. A Cagliari sono presenti 4 prigionieri in meno rispetto al mese scorso e il numero di prigionieri che eccede la capienza disponibile è 173 . A Sassari sono presenti 125 prigionieri in più rispetto al numero massimo previsto. Superano, anche se di poco il limite Lanusei e Tempio. Solo il carcere di Nuoro è praticamente vuoto perchè viene preparato per essere una delle galere dedicate solo allla tortura di Stato del 41 bis. Il numero di prigionieri stranieri, rispetto al mese scorso, è sostanzialmente invariato. Questo mese sono tenute prigioniere 2 donne in più rispetto al mese scorso.
Ricordiamo che già nel dicembre 2025 il nostro compagno è stato arrestato in base a un Mandato d’Arresto Europeo (MAE emesso dall’Italia). Un arresto di cinque ore terminato quando il giudice istruttore gli ha concesso la libertà provvisoria con obbligo di firma e divieto di espatrio dallo Stato spagnolo.
Questo MAE è frutto di una delle tante operazioni repressive italiane: l’ “Op. Scripta Manent” del 2016 che si è conclusa per Gabriel nel 2022 con una condanna a due anni per “istigazione al delitto”. Questa inchiesta ha visto imputatx 16 anarchicx tra cui Anna Beniamino, condannata a 17 anni e 9 mesi, Alfredo Cospito, condannato a 23 anni e attualmente recluso in regime di 41 bis dal 2022 a seguito dell’ “Op. Sibilla”, e Alessandro Mercogliano, tragicamente morto in azione insieme a Sara Ardizzone il 19 marzo 2026. Tuttx i compagnx sono statx imputatx di svariati capi d’accusa con la circostanza aggravante della finalità di terrorismo in relazione alla Federazione Anarchica Informale e a diverse pubblicazioni anarchiche.
Alla fine di novembre dello scorso anno, il tribunale di sorveglianza di Torino ha comunicato che non venivano accettate le misure alternative, richieste dall’avvocato di Gabriel, per “mancanza di autocritica dei propri valori” (metafora per sottolineare la mancanza di pentimento), dando così il via all’esecuzione della pena. Il 7 dicembre scorso il giudice istruttore ha considerato il reato contestato dall’Italia come un reato d’opinione e per questo non ha disposto la detenzione, chiedendo a entrambe le parti una serie di documenti.
Qualche giorno fa è arrivata un’ordinanza firmata dallo stesso giudice che, dando ragione un po’ a una parte e un po’ all’altra, rende possibile la consegna di Gabriel all’Italia se vengono soddisfatti determinati requisiti. Si tratta di un’ordinanza estremamente contraddittoria in cui si scrivono menzogne e in cui la procura di Torino ha giocato con la psicologia della propaganda estrapolando parole e concetti dalla condanna di Gabriel per giustificare la sua richiesta. Questo atto chiude la fase istruttoria, non è definitivo e l’avvocato lo sta impugnando.
Anche se non sussistono i presupposti giuridici affinché Gabriel sconti la pena nelle carceri italiane, non è difficile interpretare tale atto come una delle tante manovre che da anni (con la “op. Ardire” del 2012 confluita quattro anni dopo nell'”op. Scripta Manent”), lo stato italiano sta utilizzando per continuare a fare prigionierx di guerra.
Tra qualche settimana il pubblico ministero e l’avvocato esporranno le loro argomentazioni in un’udienza presso l’Audiencia Nacional (il “T.O.P.” – tribunal de orden público – della dittatura franchista che processava e condannava tuttx i nemicx del credo catto-fascista).
Il messaggio che arriva è chiaro: coloro che combattono senza piegarsi devono essere puniti in modo esemplare.
Non ci stupiamo della situazione e ci prepariamo a tutto, più forti che mai.
Parleremo di tutto questo e altro con Gabriel ed Elisa in videoconferenza.
Appuntamento domenica 7 giugno alle ore 18:00 presso la Baracca Rossa, Via Principe Amedeo n°33 Cagliari
La maggior parte delle carceri sarde è occupata da un numero di prigionieri superiore alla capienza massima. Da notare che quasi tutte le carceri sono al limite della capienza o la superano. A Cagliari sono presenti 10 prigionieri in meno rispetto al mese scorso e il numero di prigionieri che eccede la capienza disponibile è 177 (questo spiega l’elevato numero di prigionieri per cella di cui spesso parla Paolo nelle sue lettere). A Sassari sono presenti 112 prigionieri in più rispetto al numero massimo previsto. Superano, anche se di poco il limite Lanusei e Tempio. Solo il carcere di Nuoro è praticamente vuoto perchè viene preparato per essere una delle galere dedicate solo allla tortura di Stato del 41 bis. Il numero di prigionieri stranieri, rispetto al mese scorso, è sostanzialmente invariato. Sono, invece, tenute prigioniere 4 donne in meno.
Testo del volantino distribuito il 30 aprile a Cagliari
QUESTAÈ LA LEBBRA CHE CHIAMATE CIVILTÀ
CONTRO IL 41 BIS E LE GALERE, ALFREDO LIBERO
“Dopo un anno di silenzio, grazie al vostro imbarazzante e anacronistico procedimento penale, mi è concesso esprimere ilmio pensiero pubblicamente. Anche se da remoto, anche se per ii breve tempo di un battito d‘ali, oggi posso strapparmi il bavaglio, la mordacchia medievale di un 41 bis che un governo di centrosinistra anni fa mi ha applicato per mettere a tacere una voce scomoda per quanto minoritaria e ininfluente, ma certo nemica di questa vostra democrazia. Questi due anni di regime speciale mi hanno definitivamente aperto gli occhi sul vero volto del vostro diritto, delle vostre garanzie costituzionali, rivelandomi un sistema criminogeno fatto di totalitarismo osceno, quanto crudo e assassino.”
Queste parole sono state pronunciate durante l’udienza del 15 gennaio 2025 da Alfredo Cospito compagno anarchico rinchiuso da quattro anni nel Carcere di Bancali a Sassari in regime di 41 bis, in cui, per protestare contra questo regime, ha intrapreso uno sciopero della fame per 180 giorni.
Negli stessi giorni, in tutta Italia, si sono svolte grandi manifestazioni in sua solidarietà.
Le galere sono uno strumento di tortura per piegarti definitivamente quando finisci nelle mani dello Stato e, il 41 bis, con l’eventuale aggiunta dell’ostatività dei reati, ne è l’evoluzione “democratica”, perché non lascia segni visibili della tortura imperialista.
Lo stesso Stato che da anni tortura Alfredo ha deciso il rinnovo del 41 bis cercando ancora una volta di mettere a tacere e annientare il nostro compagno.
Il 41 bis è il modello che lo Stato propone per le carceri future, inserito con il pretesto della lotta alla mafia.
Il 41 bis è un monito verso chi non accetta lo Stato e la sua violenza.
Il 41 bis ha lo scopo, come vantato dai suoi ideatori, di estorcere informazioni al nemico annientandolo con le tecniche già usate dalla CIA ad Abu Graib e Guantanamo.
Il 41 bis è un regime di isolamento estremo grazie alla riduzione delle relazioni con qualsiasi altro essere umano.
Il 41 bis è la forma di tortura che ha portato alla morte di Diana Blefari Melazzi.
Lo Stato imprigiona e tenta di annientare chi è improduttivo e inutile, ovvero inadeguato all’idea di normalità.
Lo Stato è responsabile dell’eliminazione di chi non si allinea, di chi si ribella e prova ad alzare la testa contro sfruttatori, servi in divisa e i tribunali che li proteggono.
Lo Stato è il responsabile dello sterminio di chi tenta di varcare le frontiere, a costo della propria vita, frontiere create perché pochi possano arricchirsi sullo sfruttamento sino alla morte di molti.
Lo Stato è il responsabile dell’eccidio di chi prova a scappare dalle guerre, dall’avvelenamento dei territori e della fame che lo Stato stesso ha creato.
Per quanta ci riguarda sappiamo da che parte della barricata stare. Al fianco di Alfredo e di tutti coloro che combattono contro lo Stato per un mondo senza galere e per un mondo senza sfruttati.
“Da quando sono al 41 bis non tocco un filo d’erba, un albero, un fiore solo cemento, sbarre e tv. Negli ultimi mesi con grande fatica sono riuscito a comprare un solo libro, e solo perché di me parlavano i media. I colloqui una sola volta al mese col vetro e con la voce metallica dei citofoni. Le mie sorelle e mio fratello che sono gli unici che possono venire a trovarmi vengono al loro arrivo incerottati sui tatuaggi e sugli orecchini, perché potrebbero comunicare messaggi criptici attraverso i disegni tatuati.”ALFREDO COSPITO
La maggior parte delle carceri sarde è occupata da un numero di prigionieri superiore alla capienza massima. Da notare che quasi tutte le carceri sono al limite della capienza o la superano. A Cagliari sono presenti 4 prigionieri in più rispetto al mese scorso e il numero di prigionieri che eccede la capienza disponibile è 185 (questo spiega l’elevato numero di prigionieri per cella di cui spesso parla Paolo nelle sue lettere). A Sassari sono presenti 102 prigionieri in più rispetto al numero massimo previsto. Superano, anche se di poco il limite Alghero, Lanusei e Tempio. Solo il carcere di Nuoro è praticamente vuoto perchè viene preparato per essere una delle galere dedicate solo allla tortura di Stato del 41 bis. Il numero di prigionieri stranieri, rispetto al mese scorso, è sostanzialmente invariato. Sono, invece, tenute prigioniere 5 donne in più.