Sovraffollamento carceri sarde

La maggior parte delle carceri sarde è occupata da un numero di prigionieri superiore alla capienza massima. Da notare che quasi tutte le carceri sono al limite della capienza o la superano. A Cagliari sono presenti 4 prigionieri in più rispetto al mese scorso e il numero di prigionieri che eccede la capienza disponibile è 185 (questo spiega l’elevato numero di prigionieri per cella di cui spesso parla Paolo nelle sue lettere). A Sassari sono presenti 102 prigionieri in più rispetto al numero massimo previsto. Superano, anche se di poco il limite Alghero, Lanusei e Tempio. Solo il carcere di Nuoro è praticamente vuoto perchè viene preparato per essere una delle galere dedicate solo allla tortura di Stato del 41 bis. Il numero di prigionieri stranieri, rispetto al mese scorso, è sostanzialmente invariato. Sono, invece, tenute prigioniere 5 donne in più.

URLA DIETRO LE MURA, SOLIDARIETÁ A CHI RESISTE

Ieri 15 aprile un gruppo di solidali, a seguito delle ultime rivolte  all’interno del cpr di Macomer e due evasioni che purtroppo non sono andate a buon fine, si è recato sulla collina antistante quel lager a portare solidarietà ai prigionieri.

La risposta dall’interno è stata calorosa e immediata nonostante i prigionieri abbiano comunicato di essere stati rinchiusi in una stanza sorvegliati da guardie e telecamere.

Il gruppo all’ esterno è riuscito per poco tempo a scandire cori e mettere musica perché come al solito, poco tempo dopo, sono arrivate a sirene spiegate otto pattuglie tra polizia, carabinieri e digos, sequestrando il materiale usato e denunciando i presenti.

Nel momento in cui i solidali venivano scortati fuori dal paese, anche perchè alcuni di loro hanno già il foglio di via da Macomer, un gruppo di prigionieri, come successo pochi giorni fa, è salito sul tetto del cpr per protestare ancora una volta contro le pessime condizioni di vita all’interno.

Ancora una volta provano a intimidire e spezzare la solidarietà tra dentro e fuori, tra noi e loro, ma ci troveranno ancora una volta fuori da quelle mura a urlare quanto  facciano schifo galere e cpr.

Augurandoci un futuro ricco di rivolte ed evasioni

Anarchicx contro carcere e repressione

GIORNATA DI RIVOLTA AL CPR DI MACOMER

Nella serata di oggi, molti prigionieri sono saliti sul tetto del cpr-lager di Macomer per protestare contro la condizione in cui vivono e gli abusi e le violenze a cui sono sottoposti. Due sono feriti; un prigioniero è caduto dal tetto e ha riportato una o più fratture alle gambe, un altro ha tentato di impiccarsi all’arrivo degli sbirri in tenuta antisommossa; presto verranno rimandati nel CPR dai sanitari dell’ospedale di Nuoro. Un altro prigioniero è chiuso in isolamento da quattro giorni per avere tentato di impiccarsi. Al momento in cui pubblichiamo questa notizia ci dicono che un quarto ragazzo si è tagliato le vene e i suoi compagni sono in attesa che arrivi l’ambulanza. In questo momento i prigionieri sono rientrati nei blocchi ma la loro rabbia non è diminuita.

Quando scocca la scintilla il fuoco è libero di divampare. Lo Stato può torturare e mettere a tacere ma non può riuscire a placare la voglia di libertà.

Da parte nostra, è il momento di prestare attenzione alle nostre “piccole Gaza”, perché diversamente lo schiacciasassi del sistema capitalista ci travolgerà per non essere stati in grado di difenderci e di distruggere quelle frontiere che limitano la mobilità delle classi colonizzate a favore dei privilegi delle classi coperte dallo scudo imperialista. La guerra è anche qui.

SOLIDARIETÀ E COMPLICITÀ CON I PRIGIONIERI IN RIVOLTA

CON SARA E SANDRO NEL CUORE

FUOCO AI CPR E ALLE FRONTIERE

Anarchichx contro carcere e repressione

Ci uniamo al dolore di compagni, compagne, amici e familiari per la perdita di Sara e Sandrone. Che la loro estrema determinazione sia da esempio per quanti si adoperano per una società senza ingiustizie e sopraffazione, contro la barbarie dell’imperialismo e del colonialismo.

A quanti si indignano per le azioni dirette e a quanti agitano lo spauracchio del terrorismo, rispondiamo che terrorista è lo stato, chi affama, opprime e sfrutta. Terroristi sono coloro che massacrano e distruggono intere popolazioni e costringono all’esodo i sopravvissuti.  Le immagini del Libano, di Gaza e di Teheran ce lo ricordano ogni giorno.

Ogni forma concreta di resistenza allo sterminio imperialista, al capitalismo e all’occupazione coloniale è una boccata d’ossigeno e di speranza, rappresenta la brace mai spenta sotto la cenere e le rovine, un lume, una speranza, un grido per affermare che NON tutti siamo complici!

Dalla parte di chi lotta

Sempri a innantis

Anarchici, comunisti e indipendentisti (Kasteddu – Cagliari)

CON SARA E ALESSANDRO

Più forti della morte

C’è un’enorme differenza fra la violenza degli oppressi e quella degli oppressori: la prima segue un’etica, la seconda nessuna.
(Sara Ardizzone)

La nostra capacità di dire e comunicare non consente di avventurarsi sui sentieri inesplorati della responsabilità per i rischi assunti in prima persona. Ogni discorso in questa direzione resta inevitabilmente provvisorio, insufficiente. Ricercare concretamente la libertà – nella sua forma autentica e integrale, non nelle contraffazioni elargite e imposte dallo Stato – significa entrare nella dimensione del rischio connaturato alla ricerca stessa. In questo luogo le nostre scelte, spesse volte selvagge e solitarie, marcano il solco di una strada senza ritorno. La libertà è una qualità che si sperimenta mettendosi a rischio.

Segue in https://circoloculturaleanarchicofiaschi.noblogs.org/2026/03/21/piu-forti-della-morte/

NOTIZIE, UN VIDEO E UN AUDIO DAL CPR DI MACOMER

Dal CPR di Macomer arrivano informazioni che mostrano nuove forme in cui lo Stato articola razzismo e caccia al migrante. Molti degli uomini sequestrati nella struttura di Macomer vi sono stati deportati non solo dopo essere stati catturati nel corso di rastrellamenti eseguiti nelle strade della Sardegna e di varie parti d’Italia. Sempre con più frequenza vengono sequestrati uomini provenienti da carceri e/o colonie penali, nonostante abbiano scontato l’intera pena, e, in alcuni casi, siano in attesa della risposta alla richiesta d’asilo.

Come già riportato in un altro post, poiché gli operatori della struttura non vengono pagati, il centro è sotto il controllo totale degli sbirri, diretti dal gestore virtuale del CPR sin dalla sua apertura, il dirigente del commissariato Federico Farris. Non è dato, invece, sapere il nome di chi dirige il centro. Ci dicono che il direttore, che non è mai presente, venga cambiato spesso e non viva in Sardegna, per cui la nomina è solo di facciata e la responsabilità ricada sulla facente funzioni Antonia Sanna. Ci raccontano che gli oggetti personali requisiti all’ingresso ai nuovi arrivati, talora spariscono e non verranno mai più riconsegnati, che il medico è presente non più di una mezz’ora al giorno, che il personale paramedico è in numero ridotto, che manca perfino il materiale sanitario di consumo tanto che le ferite vengono chiuse con il nastro adesivo. In altre parole, si confermano la pessima fama di Officine Sociali, cooperativa completamente allo sbando, e della Prefettura di Nuoro, per le sue doti acrobatiche mostrate nel riuscire ad affidare gli appalti ai più impresentabili degli impresentabili, come già accaduto in passato con le precedenti gestioni.

Ciò che è inaudito, però, è il recente ricatto esercitato sui sequestrati nella struttura. Quando hanno bisogno di cure che richiedono terapie diverse dalla somministrazione di paracetamolo e rivotril, vengono invitati (costretti) a pagarsi la visita (abbiamo notizie di pagamenti di diverse centinaia di euro) in uno studio medico privato, in cui vengono condotti scortati dalla polizia. Aldilà della gravità del fatto che il prigioniero non venga condotto in ospedale (forse per paura che, una volta tanto, accertate le sue condizioni di salute, non venga rimandato nella struttura?), e che questo costituisca un’ulteriore forma di punizione per chi non ha mezzi per pagarsi la visita, potrebbe essere interessante sapere chi sceglie il medico (certamente non il prigioniero) e in base a che criteri. Ci sarà mica qualche conflitto d’interessi?

Crediamo che lo Stato a Macomer sta sperimentando un’esternalizzazione totale della gestione dei prigionieri, manca solo la polizia privata e la distopia sarebbe completa.

Da un paese extraeuropeo ci è stato inviato un video che riprende la stanza di isolamento del CPR, stanza che pochi, forse nessuno, a parte i prigionieri, hanno mai visto. Ci raccontano sempre che nel CPR esistono solo stanze di isolamento sanitario. A parte il fatto che un prigioniero con gravi problemi di salute tali da richiedere l’isolamento non potrebbe e non dovrebbe essere trattenuto nel CPR, ci chiediamo in base a cosa il medico responsabile lo prescriva, visto che non è possibile garantire cure e monitoraggio di chi è isolato per evitare di aggravarne le condizioni psicofisiche. Ma ciò che vediamo nel video è una cella punitiva, quella che hanno descritto tanti prigionieri che vi sono stati rinchiusi. Si tratta della gabbia in cui viene ulteriormente imprigionato chi non abbassa la testa, chi si ribella, chi si lamenta del proprio stato di salute e pretende di essere portato in ambulanza in ospedale, chi è reduce da un pestaggio degli sbirri.

Concludiamo con la pubblicazione di parte di un audio, che è ancora possibile sentire nel CPR, lasciato da due prigionieri che hanno riguadagnato la libertà dopo avere lottato con i loro corpi, per mesi contro questo lager. Speriamo che la stupidità degli sbirri gli impedisca di trovarlo, eliminarlo e ancora in tanti possano sentirlo.

CONTRO TUTTE LE GABBIE E LE GALERE

SOLIDALI E COMPLICI CON I PRIGIONIERI CHE CON LE LORO LOTTE RIDUCONO I CPR IN MACERIE

TUTTX LIBERX

Sovraffollamento carceri sarde

Da notare che quasi tutte le carceri sono al limite della capienza o la superano. A Cagliari sono presenti 4 prigionieri in più rispetto al mese scorso e il numero di prigionieri che eccede la capienza disponibile è 181 (questo spiega l’elevato numero di prigionieri per cella di cui spesso parla Paolo nelle sue lettere). A Sassari sono presenti 11 prigionieri in meno e quindi sono 109 in più rispetto al numero massimo previsto. Superano, anche se di poco il limite Alghero, Lanusei, Massama e Tempio. Solo il carcere di Nuoro è praticamente vuoto perchè viene preparato per essere una delle galere dedicate solo allla tortura di Stato del 41 bis

CAMBIA LA DIRETTRICE MA LA TORTURA È SEMPRE LA STESSA

AGGIORNAMENTO ore 17: I prigionieri ci comunicano che il ragazzo che stava male per avere ingerito oggetti metallici e batterie non è stato portato in ospedale. A quanto ci è stato comunicato gli sbirri gli hanno annunciato l’arrivo dell’ambulanza per farlo uscire dal blocco e chiuderlo in isolamento. Non esistono parole che possano calmare la nostra rabbia verso il razzismo dello Stato italiano di guerra e verso tutti quelli che si girano dall’altra parte anche fingendo di combattere “democraticamente” il CPR. I prigionieri hanno bisogno solo di una cosa: LIBERTÁ

AGGIORNAMENTO ore 13.45: Un prigioniero ieri notte ha ingoiato due batterie e un pezzo di ferro accuminato. Nonostante stesse male non è stata chiamata l’ambulanza sino a poco fa ed è stato condotto all’ospedale “San Francesco” di Nuoro, da dove come sempre verrà rimandato senza scrupoli all’interno del CPR.

Ci chiamano dal lager di Macomer. La violenza strutturale e lenta continua con le torture quotidiane.
Nessuna visita medica anche in caso di gravi problemi fisici e un’infermeria che non dispone neanche del minimo necessario. Per tenere le garze delle medicazioni viene usato il nastro adesivo, per sedare i dolori vengono somministrate fino a 3/4 punture al giorno e i dolori si ripresentano dopo poche ore.

Ieri un uomo, dopo aver ingerito una batteria, è stato portato all’ospedale. Ci dicono che da quando l’ha ingerita a quando l’ambulanza lo ha trasportato sono passate due ore. L’ambulanza è riuscita a entrare nella struttura quando eravamo al telefono. I prigionieri ci dicono che i ritardi siano dovuti al fatto che la direttrice (Antonia Sanna che sostituisce la dimissionaria (?) Rijo) deve chiedere prima l’autorizzazione alla polizia (evidentemente da ora esperti anche di questioni di salute) e solo dopo (forse per preparare la scorta) l’ambulanza può portare via la persona.

Ci sono prigionieri che si sono presentati ben due volte, durante la loro permanenza in carcere (in videoconferenza naturalmente), alla commissione per la protezione internazionale e aspettano da 2 mesi l’esito nel CPR di Macomer. Senza sapere quando gli verrà comunicato l’esito e cosa succederà dopo.

I prigionieri sono spesso costretti ad effettuare mediazione e traduzione durante i colloqui con gli avvocati perché diversamente ci sarebbero alcuni loro compagni che non potrebbero comunicare, in quanto nella struttura non ci sono più mediatori. La struttura è completamente in mano agli sbirri che fanno il bello e il cattivo tempo, è accaduto, e accade, che il loro intervento violento abbia interrotto i colloqui con gli avvocati.

Intanto uno dei blocchi, danneggiato in seguito all’ultima protesta dello scorso mese, è stato “ripulito” semplicemente imbiancando sopra i muri ancora danneggiati dal fuoco. Dopo nessuna bonifica è pronto per il trasferimento di altre decine di nuovi prigionieri.

Il CPR è l’ultimo, il più brutale livello del razzismo di stato, dove i corpi diventano risorsa economica per le cooperative private che speculano sulla vita dei prigionieri. Un luogo dove lo stato rinchiude per selezionare e produrre manodopera a basso costo ed espellere chi non è più in condizioni di essere sfruttato.
In questo lager i prigionieri lottano quotidianamente con il loro corpo e la loro voce per resistere e denunciare questo sistema di tortura.
Complici e solidali con le lotte e con i prigionieri fin quando dei CPR non rimarranno solo macerie.

I CPR SI CHIUDONO CON IL FUOCO

LIBERTÀ PER MARIA JOSÉ BAÑOS ANDUJAR

La prigioniera politica spagnola Maria Josè Baños Andujar, gravemente malata, rischia di morire in carcere, perchè lo Stato spagnolo (quello che, come dice il suo capo del governo Sanchez, ha il governo “più progressista della storia”) rifiuta di metterla in libertà. Molti prigionieri politici spagnoli hanno iniziato uno sciopero della fame per chiederne la liberazione.

https://ilrovescio.info/2026/03/02/mobilitazione-prigionier-politici-in-spagna/