Fà la cosa giusta

In un cpr che ribolle di rabbia, con qualche blocco ancora non disponibile a causa dei recenti roghi, viene limitato l’ uso dei cellulari. Per i prigionieri è praticamente impossibile chiamare fuori dall’ Italia, perché è impedito l’ uso di WhatsApp al fine di non trasferire informazioni all’ esterno mediante immagini, video, etc.

Nonostante il controllo esasperante di kapò e sbirri le notizie filtrano. Sappiamo che il caldo è insopportabile in quegli spazi soffocanti e che vengono distribuiti meno di 2 litri d’acqua al giorno precedentemente lasciata al sole. Ci raccontano che è come bere “l’ acqua del cesso”. Il resto della poca acqua a loro disposizione non è potabile.

Nulla di nuovo, il mangiare fa schifo come sempre e le sigarette vengono negate. diversi prigionieri sono in precarie condizioni di salute, alcuni prigionieri dormono per terra. Curioso che la prefettura abbia appaltato nel febbraio 2025 l’installazione di una postazione odontoiatrica (che pare che ancora non sia stata installata) e il mal di denti venga curato solo tramite iniezioni “che fanno dormire” o pagando la visita presso l’ ambulatorio esterno degli amici di qualcuno, con le scorte pronte per l’ accompagnamento, scorte che sono introvabili quando si tratta di accompagnare in ospedale qualche prigioniero.
Venerdì 19 gli sbirri sono entrati, pistole alla mano, nei blocchi devastando tutto per reperire accendini e lamette. Cercano accendini perché temono che qualcuno dia fuoco a qualche altro blocco?
Possono sequestrare tutti gli accendini che trovano, ma il fuoco cova sotto la cenere, basta il caldo, un soffio di rabbia e ribellione perché il fuoco divampi nel lager.

Solidali e complici con i prigionieri in lotta