ANCORA FUOCO A MACOMER

L’arroganza e la stupidità del sistema razzista occidentale si manifestano quando pensa che moltiplicando e rinforzando le frontiere riuscirà a bloccare il movimento degli esseri umani delle cui vite colonialismo e imperialismo hanno disposto per secoli. La stessa ottusità si dimostra nella gestione del CPR di Macomer. Dopo il fuoco della rivolta di aprile che ha danneggiato un intero blocco, che dopo mesi non è stato ancora riaperto, le violenze di sbirri e operatori sono proseguite come se nulla fosse accaduto. Sono proseguite le piccole e grandi ritorsioni, sono proseguiti gli abusi sanitari, abbiamo denunciato casi di scabbia, la detenzione di persone gravemente malate e la mancanza di cure di ogni tipo, persino di cure odontoiatriche nonostante la prefettura vanti l’acquisto di una poltrona ortodontica mai installata. Abbiamo raccontato la mancanza di acqua potabile e di temperature di gran lunga superiori di quelle all’esterno. Abbiamo denunciato la detenzione di minori, gli ostacoli alla comunicazione con l’esterno perché nulla trapeli, la dinamica delle false informazioni passate da sbirri, operatori e anche qualche avvocato che alimentano inutili speranze che si infrangono contro la realtà di un’azione che tenta di ridurre i prigionieri alla nuda vita durante la detenzione, per poi rimpatriarli dopo avere tentato di sottrargli per sempre persino il sogno di una vita migliore. Questo accade con il sostegno di tutte le forze politiche e con la silente complicità dell’associazionismo assistenzialista che si alimenta con le visite a sorpresa dei politici di sinistra, facendo affidamento ad una democrazia borghese che non è mai esistita in quanto trattasi di una contraddizione in termini.
Ieri i prigionieri hanno dato fuoco ad un altro blocco, ancora non sappiamo l’entità dei danni. Constatiamo che gli spazi di prigionia pian piano si stanno riducendo. Attendiamo che i prigionieri facciano quello che devono.

Solidali e complici con i prigionieri in lotta