SOLIDALI CON GHESPE, FUOCO ALLE GALERE

Riceviamo e diffondiamo

Solidarieta’ a Ghespe, amico e compagno, rinchiuso nel carcere di Spoleto

Fuoco alle galere

Aggiornamenti su Ghespe

Un paio di novità sulla situazione di Ghespe, recluso nel carcere di Spoleto da marzo 2025 per scontare un residuo pena di 5 anni e mezzo per il “botto di capodanno” nell’ambito della c.d. operazione panico.

La direzione del carcere gli ha applicato la censura della corrispondenza a partire da metà maggio, a seguito di una nota inviata dalla digos di Firenze in cui si farebbe cenno alla sua pericolosità sociale, ai suoi contatti con l’ambiente anarchico, ecc. La posta dunque viene tutta letta e timbrata; questo ha ovviamente provocato dei rallentamenti e delle “sparizioni” di lettere, sia in entrata che in uscita. Gli vengono inoltre trattenuti francobolli e adesivi, quindi è meglio non metterglieli in busta.

E’ stato inoltre disposto da parte del sost. Procuratore De Gregorio della DDA di Firenze, in data 19.06, un prelievo coattivo del DNA da effettuare in carcere, per un decreto emesso il 5 giugno ’25 nell’ambito di un procedimento penale del 2023. In questa indagine, solo accennata, risulterebbe indagato, insieme ad altri, per 305 c.p. (cospirazione politica mediante associazione), per aver “promosso ed organizzato una rudimentale associazione finalizzata alla commissione dei delitti di cui all’art. 302 c.p.”. Nel giustificare questo prelievo, le cartacce fanno il solito resoconto di serate benefit e iniziative/rivendicazioni solidali nei suoi confronti a partire dal suo arresto in Spagna, a “dimostrazione” del suo ruolo di spicco all’interno del movimento anarchico, per poi enunciare la necessità del campione biologico per “approfondire indagini sui soggetti che si sono coagulati attorno a lui” per “verificarne le potenzialità e capacità operative e strategie d’azione” [sic!]. Magie del DNA….

[A questo proposito: segnaliamo il recente ritrovamento di microspie e GPS in due automobili di compagni/e a lui vicini/e…]

Molto più onestamente, in seguito si fa vago riferimento ad “analoghi” attentati con ordigni esplosivi (analoghi all’azione per cui è stato condannato, s’intende) avvenuti nell’ambito della mobilitazione contro il 41bis di cui evidentemente non sanno a chi attribuire la responsabilità. Gli esempi citati: l’ordigno esplosivo al tribunale di Pisa del 23.02.’23 e le bottiglie incendiarie alla caserma Perotti del 30.01.’23. Il Dna, aggiungono, servirebbe inoltre ad accertare la sua presenza “nei luoghi di aggregazione del movimento anarchico“ e la sua collocazione quindi all’interno della cosiddetta “frangia toscana”. Rispetto al DNA, ricordiamo che il prelievo per la banca dati era già stato imposto, a lui come ai/alle altre arrestati/e del 3 agosto 2017, il giorno della convalida dell’arresto e che la principale “prova” usata a suo carico è stata un controversa perizia sul DNA operata in modalità “irripetibile” tra una microtraccia biologica repertata su un frammento di scotch che presumevano facesse parte dell’ordigno esploso, confrontata con campioni biologici prelevati da oggetti a lui attribuiti quali, ad es., lattine. Nel lamentare l’assenza del suo profilo in banca dati, le carte odierne parlano di un “verosimile errore nella procedura di campionamento” eseguito all’epoca nel carcere di Sollicciano. Come ultima motivazione addotta quindi vi è la necessità di “sanare tale mancanza” e l’onere di tale procedura viene assegnato alla digos di Firenze.

Oltre a ciò, permane per lui l’impossibilità di ottenere l’autorizzazione a colloqui visivi con chiunque non sia un suo avvocato e la totale discrezionalità di ciò che passa di volta in volta coi pacchi a colloquio (ad esempio penne, fogli protocollo, occhiali, libri giudicati troppo “sovversivi”) e ricordiamo inoltre che non può ricevere libri tramite posta (poiché questa possibilità, a Spoleto, sarebbe concessa solo a chi segue dei percorsi di studio, eventualità peraltro non prevista in quel carcere). Pare abbastanza evidente che, al di là delle particolari restrizioni che pensiamo siano proprie di un carcere al cui interno vi è una sezione di 41bis, come Spoleto, nei confronti di Ghespe si vada ad aggiungere la volontà ritorsiva per i due anni di irreperibilità prima del suo arresto in Spagna nel febbraio ’25: è particolarmente importante, quindi, fargli sentire la nostra solidarietà e andare sotto a quel carcere, per lui e per gli altri prigionieri. A metà giugno si sono verificate, lì come nel carcere di Terni, delle proteste per le condizioni di detenzione e per il caldo soffocante, tali da richiedere l’intervento della celere e da far dichiarare al segretario regionale del SAPPE che l’Umbria è diventata la “discarica sociale” del sistema penitenziario toscano, invocando la riapertura del supercarcere a Pianosa per i “isolare i detenuti più pericolosi”, anche in vista delle probabili rivolte estive.

Chiamiamo quindi a una partecipazione numerosa per il presidio al carcere di Spoleto, in loc. Maiano 10, il 5 luglio 2025, alle 16.30: contro ogni galera, per Ghespe, per Paolo Todde che ha sospeso il 21.6 uno sciopero della fame iniziato i primi di maggio nel carcere di Uta (CA), per tuttx x prigionierx.

Per l’Anarchia!

Continuiamo a scrivere a Ghespe!

Salvatore Vespertino

C.D.R. Spoleto

Loc. Maiano 10

06049 Spoleto (PG)

PAOLO SOSPENDE LO SCIOPERO DELLA FAME

Ci informano che Paolo comunica che dal 21 giugno ha deciso di sospendere lo sciopero della fame per il caldo e i conseguenti malori. Continua comunque la sua lotta contro il carcere e la società che lo produce.

SEMPRE DALLA PARTE DI CHI LOTTA

SOLIDALI E COMPLICI CON PAOLO

FUOCO ALLE GALERE

SCRIVERE A PAOLO

Chi volesse scrivere a Paolo deve indirizzare la corrispondenza a Paolo Todde, C.C. “E. Scalas”-09165 Uta (CA)

Paolo preferisce che non gli vengano inviati nè telegrammi nè raccomandate perchè non li riceve, suggerisce inoltre che non vengano inseriti francobolli nella corrispondenza perchè non passano l’ispezione delle guardie.

Chi volesse inviargli libri glieli invii in fotocopia in quanto diversamente finiscono in acqua durante le perquisizioni.

SOLIDALI E COMPLICI CON PAOLO

TUTTX LIBERX, CHIUDERE UTA, CHIUDERE TUTTE LE GALERE

CHI VOLETE PRENDERE PER CULO?

Oggi Paolo avrebbe dovuto fare un colloquio con la compagna importante per capire come proseguire la lotta. Nonostante il colloquio fosse stato prenotato, quando la compagna arrivata al carcere le è stato detto che erano stati ritardati di 3 ore per poi annullarli senza una motivazione plausibile. Ancora una volta l’amministrazione penitenziaria si accanisce, con Paolo e con chi gli sta vicino, utilizzando squallide ripicche, con la speranza di fermare la sua e la nostra lotta. Non credano che siamo disposti a sottostare a tali abusi e che potremo dimenticarli.

La lotta contro le carceri e il sistema che ne ha necessità non si arresta.

FUOCO ALLE GALERE.

NOI LA CHIAMIAMO TORTURA

Pubblichiamo integralmente il testo di un’altra lettera ricevuta da un prigioniero di Uta. Non crediamo siano necessari commenti.

Oggi 29/05 h. 11.45-12.00

T. […] è stato siringato e spostato chissà dove. Volevano trasferirlo a Bancali ma non voleva andarci […] oggi lo hanno picchiato un suo concellino e uno sbirro […]. T. è stato sedato.

Vi ho appena scritto per un prigioniero maltrattato dalle guardie ed ecco che un altro prigioniero si è tagliato le vene […]. Non è arrivato nessuno lo abbiamo soccorso noi prigionieri. Solo in seguito sono arrivate le guardie con un infermiere senza nemmeno una barella per trasportarlo, lo hanno preso in braccio le guardie con alcuni prigionieri in infermeria, dove è stato fasciato e sedato. Dopodiché i secondini di merda in sordina sono arrivati, hanno aperto la cella e buttato a terra come un sacco di merda. Abbiamo urlato e le guardie niente se ne sono andate via così, il detenuto in questione prende allora si taglia nuovamente recidendosi la vena principale del bicipite. È rimasto così con il sangue che scendeva per più di 5 minuti. Quello che mi fa rabbia è come tutto è successo nel totale silenzio di tutti i detenuti, solo io[…], l’altro concellino e altre 2 persone hanno urlato e fatto casino mentre il nostro amico […] si dissanguava per terra. Dopo 5 minuti sono arrivati nuovamente i secondini con una barella finalmente e infermieri e portato via in ambulanza. Non sappiamo che fine ha fatto.

“QUESTO È UN CARCERE DI ASSASSINI CHE HANNO LE STELLE”

Pubblichiamo integralmente un brano di una lettera ricevuta da un prigioniero di Uta. Non crediamo siano necessari commenti.

Ufficio di Sorveglianza di Cagliari

Verbale di dichiarazione spontanea di persona detenuta nella Casa Circ./Recl. Cagliari

L’anno 2025 il mese di Gennaio il giorno 31 alle ore 13.40 innanzi al Magistrato di Sorveglianza di Cagliari Dott.ssa Elisabetta Mulargia assistito dall’ausiliaria Rita Garau è presente il detenuto […] che dichiara quanto segue:

Quando ero in Sicilia, […], sono arrivato al Pagliarelli con una ferita provocata da un colpo di chiave in testa. Non mi hanno fatto entrare. Sono stato addormentato con una puntura nella flebo e mi sono svegliato il giorno dopo all’Ucciardone in un posto sconosciuto circondato da tre agenti della scorta dell’Ucciardone. Mi hanno portato in un posto che era una clinica dove ho trovato uno della famiglia Guarino-Casamonica. Mentre ero nella clinica le guardie mi hanno detto che all’ingresso al Pagliarelli avrei dovuto stare zitto.  Successivamente sono stato trasferito qui alla C.C. di Uta. Quando ero al Pagliarelli mi sono tagliato il braccio per paura, è venuto un tizio che diceva di essere un magistrato ma non lo era. Anche a Uta sono stato minacciato e ho paura, non posso raccontare quanto è successo qui perché ho troppa paura. Lo racconterò quando sono fuori da questa regione per questo voglio essere trasferito. Sono stato picchiato. […]. Questo è un carcere di assassini che hanno le stelle. Brigadiere Debora, Isp/Brig Porcella e Santini che si occupa dei lavoranti. Fabio Pes è il capo dei assassini, poi c’è Ivan Messina, il psichiatra Burino, la terapista psichiatrica non viene data regolarmente. Il più cattivo è il brigadiere Saro, che viene da Vicenza, viene qui ubriaco. Tutta l’area sanitaria collabora con le guardie…

IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

SOLIDALI CON LUCA

Gli innocenti non fanno rumore, non si sporcano le mani, neppure quando le stringono agli sbirri, dialogando con loro e accettano le loro prescrizioni. Opposizione democratica, gradita al sistema.

I petardi fanno rumore, il rumore dei colpevoli di combattere questo Stato di guerra autore e complice del genocidio che non si può fermare né con passeggiate, né con discorsi.

Stasera un nostro compagno è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di aver lanciato un petardo durante la manifestazione pro Palestina del 10 maggio a Cagliari.

Non ci interessa sapere chi l’abbia lanciato; l’abbiamo lanciato tutti, e continueremo a lanciarli, sperando che in futuro siano molto più rumorosi ed efficaci.

Con la Palestina nel cuore

Luca libero, Tuttx liberx

Anarchicx contro carcere e repressione

Aggiornamento sulla situazione di Paolo

Lunedì 9 giugno ci siamo ritrovati in una piazza del centro di Cagliari per portare solidarietà ai detenutx, al nostro compagno Paolo, in sciopero della fame da più di un mese e per informare sulle condizioni in cui sono costretti a vivere i prigionierx all’interno del carcere, in cui “suicidi”, pestaggi e abusi sono all’ordine del giorno.
Durante il presidio, circondato da camionette di sbirri e digos, abbiamo volantinato e letto comunicati contro il carcere e testi in solidarietà con Paolo.
Possiamo dire che, dopo i colloqui effettuati ieri, Paolo è lucido e forte d’animo, continua lo sciopero della fame decidendo di settimana in settimana come e se proseguirlo. Continua comunque a resistere e non abbassare la testa di fronte ai continui soprusi e provocazioni dell’amministrazione penitenziaria.
Ribadiamo che soltanto rafforzando le lotte anticarcerarie all’esterno della galera possiamo sostenere le rivendicazioni dei prigionierx e impedire che le lotte nate in prigione muoiano in prigione.
Per un mondo senza sfruttatx
Per un mondo senza galere
Tuttx liberx


Anarchicx contro carcere e repressione

SOLIDALI CON PAOLO IN SCIOPERO DELLA FAME. SOLIDALI CON TUTTX LX DETENUTX.


Il pomeriggio di lunedì 2 giugno, un gruppo di circa sessanta compagnx, provenienti da diverse parti d’Italia e d’Europa, si è ritrovato davanti al carcere di Uta (CA) per portare solidarietà allx prigionierx e, soprattutto, per far sentire tutto il proprio calore al compagno Paolo, in sciopero della fame dall’8 maggio per protestare contro le condizioni carcerarie. Paolo è rinchiuso in custodia cautelare da fine ottobre, accusato di rapina.

Ancora una volta, lo Stato, cerca di eliminare in modo subdolo chi non ha mai piegato la testa, né fuori né dentro la galera.

Durante il presidio sono stati intonati cori e slogan, è stata messa musica e sono stati accesi fuochi d’artificio. La risposta dall’interno è stata positiva: non siamo riuscitx a comunicare direttamente, ma dai fischi e dalle urla ci è sembrato che ci fosse una buona partecipazione e condivisione.

Per quasi due ore siamo anche riuscitx a bloccare il cambio turno delle guardie, creando un notevole caos sulla strada.

Siamo tornatx a casa soddisfattx e carichx, contentx che Paolo ci abbia sentito, supportandolo in tutto e per tutto e dandoli la forza di resistere a tutti i soprusi.

PAOLO LIBERO
TUTTX LIBERX

Anarchicx contro carcere e repressione.

Pro Pauledhu

Riceviamo e pubblichiamo

Pauledhu est carre e sambene nostru pro cussu sa suferentzia pro nois est
manna, l’intendhimus in sas venas e in sa carena, l’intendhimus in d-onzi
passu de s’esistentzia nostra, in sas ideas e in su ki akimus.
Custa sotzietate est semper prus apedicata e prena de divisas e irgribas
de d-onzi zenia, de galeras e aggorros disumanos, ki Pauledhu est
connoskendhe in costas suas; Pauledhu at semper gherratu, kin sa cultura
nostra, contras a sas inzustissias de custu sistema, a s’omologatzione ki
nos keret totu ke pare, e tandho est zustu ki isse diet sa carena sua a sos
corvos de custu potere candho ki sa cultura nostra etotu est posta in
d-unu corrale? A ite potet servire custu patimentu? A kie?
Lu kerimus martire? No! No lu kerimus! Martire pro custa sotzietate
malaida, perdita e kene valores e printzipios, de zente ammiserata,
traitores e drogatos? No! No lu kerimus; lu kerimus comente semper
l’amus connotu, forte, gherratore sekerru e jocantinu. Sos martires non
sono in sa mentalitate nostra, pro cussu su dolore nostru est a lu vider
suferente, in d’una luta a sa sola inintro de unu mundhu kene ispera.

Sos cumpanzos e sas cumpanzas de Nurkuntra.